Quando meno te lo aspetti….

Che nella casa di pongo si gioca a Matio Kart WII da secoli e secoli amen.

E che il bambino di pongo è cresciuto giocandoci con mamma e papà, e come loro smadonnando e brontolando quando viene colpito da un guscio rosso, da un guscio verde, da un pow! o da un angelo della morte….. ooooohhhhhhh! quante risate ci si fa tutti insieme!

Poi, un giorno, tipo l’altro giorno, che sembrava un giorno come un altro, che ci si apprestava a vincere un torneo come uno dei mille e mille tornei già vinti, mentre arrivava fulmineo il miliardesimo angelo della morte, la Franciulla, come sempre da secoli e secoli amen borbotta “NNNNOOOOOOOODDDDDDAAAIIII!!! Un altro angelo della morte no!”

“Mamma, ma cos’è la morte?”

[pensa franciulla. pensa in fretta e furia. tei desideri le cazzo di domande esistenziali da almeno almeno tre anni. ora che ti ha fatto una delle più temute, pensa ad una risposta intelligente come mai nella tua vita. vai, su, ce la puoi fare. è la tua occasione]

“Cos’è la morte. Bella domanda, amore. Facciamo così: ne parliamo in un altro momento. Facciamo che ne parliamo quando non stiamo giocando a Mario Kart WII. Ti va?!?”

“Ok mamma!”

[ok franciulla. è da quattro giorni che giocate ininterrottamente a mario kart wii. credo che sia arrivato il momento di smettere]

Sky sarà la mia morte

E fu così che sky creò il canale speciale dedicato alle principesse disney.

E io ormai da giorni le principesse disney me le sto sparando direttamente in vena.

Così. Perché penso che sparaflashare la piccola iena di principesse disney 24 su 24, 7 su 7, nei secoli dei secoli amen (sì, le sto registrando), sia una mossa tattica sull’onda della terapia d’urto per portatla sulla femminilissima retta via.

Lungi da me che diventi una maschia come la madre.

Che già gira per casa con gli scarponi da montagna al posto di fashionissime scarpe col tacco.

Per ora il risultato è:

io a breve morirò di overdose da principesse disney

il bambino di pongo a tratti sembra interessato alle principesse disney più di sua sorella 

la piccola iena continua a correre per casa urlando “VERSO L’INFINITO E OLTRE!!!! FFFFFFFSSSSHHHHHHH!!!!”

La mia vita come un film. Horror.

Quando hai figli, ci sono un sacco di prime volte.

Ricordo come fosse ieri Quella prima volta:

il bambino di pongo era ancora piccolo; la piccola iena era ancora grande quanto grande può essere un’idea.

Abitavamo ancora nel nostro piccolo appartamento, piccolo e coccoloso. Noi adulti dormivamo ancora da soli e nello stesso letto; e avevamo ancora la tv in camera.
Quella sera guardammo un film horror, in cui x padri sgozzavano i propri x figli affinché le tenebre prendessero il sopravvento.
Un film abbastanza inquietante da farmi dire, una volta finito “se questa notte tuo figlio chiama, ti alzi tu… io mi son cagata addosso!”

Quella notte il bambino di pongo chiamò. Piangeva. Contro ogni mia iniziale idea di “ti alzi tu perché io mi cago addosso”, mi alzai io e trovai il bambino di pongo con faccia e pigiama imbrattati di sangue.

Era il primo di una lunga serie di episodi di epistassi.

Ieri sera, mentre facevo la doccia, il rospo alfa ha pigiamato i bambini. Quando mi sono riaffacciata al soggiorno, mi ha guardata e serio, ma soprattutto preoccupato come non l’avevo mai visto, mi ha chiesto “ma tu hai visto cos’ha tua figlia?!?” e le alza maglia del pigiama e body.
Sulla pancia spiccano due macchie viola. Tonde. Regolari. Una sembra un livido. Una sembra più una macchia della pelle. Un pizzico? Se la tocchi e le chiedi se le fa male, lei dice “sì, ahiaia pancia”.

Foto fate e mandate al pediatra. E perché no, anche all’amica veterinaria. Sai mai.

Nessuno capisce. Nessuno sa.

“ehi, bambino di pongo, mica ricordi se giocando la piccola iena è caduta o ha preso una gran botta sulla pancia?”
“no, non ricordo”

Il pediatra risponde che brancola nel buio. Deve vederle da vicino. Appuntamento per la mattina successiva. Oggi.

E quindi le penso tutte.

Penso anche al film horror fantascientifico che sono riuscita a guardare felicemente sola pochi giorni fa, mentre io ero inchiodata al divano dal mal di schiena, e tutti gli altri erano in piscina per le lezioni di nuoto del bambino di pongo.

Un film in cui i “grigi”, popolo alieno, studia un’allegra famiglia 2+2. Alieni che prima di rapire il figlio più grande, lavorando nel buio praticano esperimenti vari sui bambini di casa. Come lo capisci? Hanno macchie anomale sulla pelle. Regolari come cerchi nel grano. Ah. Ovviamente nessuno vede i “grigi”, tranne i cani, che, sempre ovviamente, al loro apparire abbaiano ferocemente. Che tu non sai perché abbaiano. I “grigi” tu mica li vedi.
E qui i cani serial killer delle padrone di casa spesso abbaiano in notturna apparentemente senza motivo. Di notte i cani serial killer delle padrone di casa dormono dentro casa. Voi cosa avreste pensato mai?!?

Questa mattina ho cambiato io la piccola iena. Sul body spiccava splendida splendente un’anomala macchia viola.
All’altezza delle anomale macchie viola sulla pancia della piccola iena.

“oh, senti, scusa, rospo, passami un po’ una salvietta umida per favore”

“TUUU…. TUUU…. TUUU….” “Pronto?” “eeeeehhhhmmmmmbuongiorno dottore, son la Franciulla. Senta, io non so davvero come dirglielo, ma…. ecco…. vede…. sulla pancia della piccola iena…. ecco…. erano macchie di pennarello…..”

  

Di pensieri sull’amore e un piccolo armadio bianco

San Valentino.

Non è che ci abbia mai creduto chissà quanto all’amore.

Magari sono cinica. O stupida. O “diversamente romantica”.
Ma io sono sempre stata per l’amore tragico o fumettistico.
Vedi Romeo e Giulietta. Vedi Topolino e Minnie. Vedi Quasimodo, che va e si lascia morire tra le braccia della tanto amata quanto morta Esmeralda, anche se lei non se l’è cagato di striscio.

No. A me questa cosa dell’amore per sempre non convince.

Ché, secondo me, se invece di escogitare un piano che faceva acqua da tutte le parti si fossero dati alla semplice e scontata fuga d’amore, perfino un Romeo e una Giulietta passata l’alchimia dell’innamoramento si sarebbero smadonnati. E magari si sarebbero pure sfanculati.

Quindi non lo so se io e te ci ameremo per sempre.
Mi piace pensare di sì.
Mi piace pensare che continueremo insieme sulla stessa strada.

Che oggi ho buttato un occhio alla nostra storia.
Che è una bella storia.
Che è una storia divertente.
Che è una storia che è un po’ tutto, tranne che noiosa.

Ho guardato il nostro armadio nuovo.

E quell’armadio mi ha fatto tenerezza e mi ha commossa.
Perché quell’armadio è come il nostro amore e come la nostra famiglia.

Piccolo e sgangherato.

Che tu dici che è storto perché son storte le piastrelle. Io dico che è storto perché hai cannato qualcosa.
Che è tanto piccolo che non ci entrerà la metà delle nostre cose, ma ci faremo stare le cose a cui teniamo di più, scremando con calma e serenità il plus ultra.
Che è piccolo e storto, ma ha retto senza una piega all’irruenza della piccola iena e del bambini di pongo.

Ormai abbiamo talmente poco, che se avessimo vent’anni e non fossi io, mi farei tenerezza e mi allungherei un soldino per andare a comprare un tozzo di pane. “Toh!” mi direi, dandomi una pacca compassionevole sulla spalla.

La nostra famiglia è come quell’armadio.
Piccolo. Storto. Sgangherato.
Il nostro amore è come quell’armadio. Piccolo. Storto. Sgangherato.

Non credo durerà in eterno.

Ma è tutto quello di cui ho bisogno.

E mi piace pensare che se Romeo e Giulietta fossero sopravvissuti, e magari avessero avuto dei figli, non sarebbero stati comunque più fighi di noi.

Pensa a quando arriveranno le domande serie

Tag

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“Mamma, perché abbiamo 5 diti?”

[ma…. che cazzo di domanda è?!? esigo la domanda di riserva]

“DitA, amore! Si dice ditA, non ditI”

[prendi tempo, Franciulla. prendi tempo]

“Ok! Mamma, perché abbiamo 5 ditA?”

[hai preso tempo; ora di qualcosa di intelligente. di qualcosa di intelligente]

“Perché ci servono tutte e 5!”

[che cagata. avevo detto di dire qualcosa di intelligente]

“A cosa ci servono, mamma?”

[pensa pensa pensa pensa pensa. è facile, dai, cazzo. ce la puoi fare]

“Eh, amore! Il pollice serve per fare il segnale di ok

[ma daaaai]

quando hai le caccolette nel naso ci infili l’indice e le togli

[dimmi che non l’hai detto sul serio]

il medio serve per mandare a quel posto le persone che si comportano male

[ti prego, ti scongiuro, dimmi che non l’hai detto davvero]

l’anulare, lo dice il nome stesso, serve per mettere l’anello

[visto? semplice. il nome indice che ti dice invece?]

e il mignolo…. beh, il mignolo serve quando hai una caccoletta in fondo in fondo al naso, tanto infondo che con l’indice non ci arrivi”

[SCAPPA, BAMBINO DI PONGO! SCAPPA!!!!]

Sono una madre modello.

Pinocchio

Tag

“Allora mamma, ti racconto una storia!

C’era c’era una volta (nessun errore di battitura. Era proprio “c’era c’era”) Geppetto! E un giorno fece un…….. mmmmmmmmm…….. uuuuunnnn….. ROBOTTINO!”

“BURAttino!”

“Ah! Già! E lo chiamò Pinocchio. E gli cresceva il naso quando diceva le bugie!”

“Uh! E come gli tornava corto?”

“Eh. Se stava tanto senza dire le bugie!”

“E arrivava la Fata Turchina! O i picchi! O arrivava il nostro cane finto serial killer e AAAHHHHHGNAMGNAMGNAM! Si sgranocchiava il naso di Pinocchio!”

“Sì!!!! E poi tornava da Geppetto e lui gli metteva una carota per naso. Una carota gialla. Poi gli regalava un cane appena nato. Si chiamava Binki. E poi gli dava un osso tutto d’oro di legno. Poi andava al sole. Un sole TUTTO arancione. Poi andava a dormire e non si svegliava mai più!”

“Ammazza amò! Che triste!”

“Eh! Ma poi andava a nanna, eh?!? È finita la storia! È bella mamma???”

“Di piùissimo!”

Mi aspettavo

2014

Il bambino di pongo ha rischiato di annegare.
La piccola iena non si sa bene cos’abbia avuto, ma ha dato una bella sfoltita ai nostri anni di vita.
Un pirla ci ha cecchinato, regalandoci l’emozione di scoprire cosa si provi facendo un frontale.

Dal 12 novembre ho passato giornate intere a pensare “eh, però, cazzo, che anno di merda!”; un po’ come se la sfiga mi stesse appiccicata al culo come una mosca su carta moschicida.

Ma ci sta che ai pensieri più cupi ne alternassi altri decisamente agli antipodi.
Tipo, sai no?
Il bambino di pongo ha rischiato di annegare, ma non è annegato.
La piccola iena non si sa bene cos’abbia avuto, ma è stato qualcosa di passeggero.
Un pirla ci ha cecchinato, ma a conti fatti abbiamo preso solo una gran paura e una quantità industriale di botte.

Me ne sono rimasta là, seduta davanti al mio bicchiere; un bicchiere a tratti mezzo vuoto, a tratti mezzo pieno.

Un anno di quelli che in ogni caso t’hanno un po’ cambiato la vita.

Poi, a capodanno, ho fanculato il bicchiere mezzo e mezzo, ho buttato via l’acqua, l’ho colmato di champagne e cin cin! Una bella sciata a salutare un anno che va e un altro che viene.

Ecco.

In realtà il capodanno l’ho passato da sola a casa con la piccola iena febbricitante. Un febbricitante più verso il lavico che il tiepido. Gli uomini alla festa dove saremmo dovuti andare tutti insieme. Amen.
La mezzanotte l’ho passata con il bambino di pongo incazzato come un lupo mannaro, nascosto in un angolo a piangere e strillare tutta la sua rabbia a suo papà (che lo aveva strappato ai suoi amichetti con cui si stava divertendo come un invasato), che nel frattempo lo sgridava perché “ehi! È giusto che almeno la mezzanotte la festeggiamo con la mamma!”. Il bambino di pongo, ovviamente (per lui), era arrabbiatissimo con me.

Da Natale, giorno più giorno meno, siamo chiusi in casa; 4-5 giorni sta male uno; 4-5 giorni sta male un altro.

Insomma.

Nei confronti del 2014 continuo a provare sentimenti contrastanti. Devo ancora decidere se sia stato un anni mezzo pieno o mezzo vuoto.
Ma mi aspettavo che il 2015 fosse un po’ più pieno della metà. Sai no? Quel tanto che basta per non star la a sfrancicarmi le palle cercando di dover decidere tra il mezzo pieno e il mezzo vuoto.

Ma niente.
A me questo primo mese di passaggio mica mi ha lasciato un gran buon sapore in bocca.

Se questa è la premessa…… che cazzo.

Virilità

“Mamma guarda?!? Ho i peli sulle braccia…. sono grande!!!”
“Eh, amore. Se guardi bene li hai anche sulle gambe. Sono biondi biondi e non li vedi, ma se guardi bene sei pieno!”
“….”
“….”
“MAMMA GUARDA?!? HO I PELI SULLE BRACCIA E SULLE GAMBE…. SONO UN BAMBINO G R A N D I S S I M O !!!”